Mercoledì 22 maggio, alle 18.30, nella Sala Feste dell’Anno, Feste della Vita del Museo Ebraico di Roma – Via Catalana (Tempio Maggiore) – si è tenuta la presentazione del volume Argentieri piemontesi del ‘700. Trovati e ritrovati, di Gianfranco Fina, Skirà Editore, Milano 2018.

Con l’autore presentano il volume: Marcella Ansaldi, Direttore del Museo Ebraico di Venezia, Claudia De Benedetti, Direttore del Museo Ebraico di Casale Monferrato, Dora Liscia Bemporad, Direttore del Museo Ebraico di Firenze.

 

Considerato nel mondo antico sacro agli dei, l’argento fu uno dei materiali prediletti dagli artisti piemontesi, i quali seppero imprimergli una forza plastica in sintonia con le mode del momento, passando dai capricci del Rococò alle linee severe del classicismo degli anni della Rivoluzione francese. 

L’argenteria sabauda, prodotto di una cultura internazionale e raffinata, fu vittima, nel corso del XVIII secolo, di fusioni “di Stato”, che ne ridussero considerevolmente la quantità. Realizzati da professionisti altamente qualificati, gli argenti torinesi d’epoca barocca pubblicati in questo volume sono tutt’oggi conservati in importanti raccolte pubbliche e private.

Un settore molto interessante dell’argenteria piemontese del Settecento è quello relativo alle opere eseguite per la committenza ebraica. Non era stata ancora pubblicata una ricerca sistematica sulle argenterie tradizionali ebraiche piemontesi e in questo volume l’autore ha proposto alcuni oggetti, eseguiti tutti tra la fine del XVIII e la prima metà del XIX secolo, che testimoniano l’alta qualità esecutiva degli argentieri ebrei e le tipologie maggiormente usate in Piemonte.

In occasione della presentazione del libro presso il Museo Ebraico di Roma, saranno eccezionalmente esposti per la prima volta dieci manufatti in argento realizzati dai protagonisti di questa sezione, i torinesi Moise Vitta Levi (attivo nella seconda metà del secolo) e il figlio Pacifico (attivo tra il 1793 e il 1824), alcuni provenienti da collezioni private piemontesi, mentre tre esemplari sono già presenti nella collezione permanente del Museo. L’esposizione sarà visitabile fino al prossimo 23 giugno.

Con questa iniziativa il Museo Ebraico di Roma intende ancora una volta promuovere la sua azione di conservazione e valorizzazione delle opere provenienti da donazioni private, fondamentali per l’arricchimento dell’offerta culturale del Museo.