Il Museo Ebraico di Roma presenta la mostra

Storie del ‘900

Il giardino dei Finzi Contini” di Vittorio De Sica

Dal 14 ottobre al 13 febbraio

il prossimo 13 ottobre 2013 il Museo Ebraico di Roma inaugura la mostra Storie del ‘900: “Il giardino dei Finzi Contini” di Vittorio De Sica.

Per la prima volta il Museo Ebraico di Roma dedica una mostra temporanea al cinema. Storie del ‘900: “Il giardino dei Finzi Contini” di Vittorio De Sica, prevede l’esposizione esclusiva del materiale d’epoca del film Il giardino dei Finzi Contini.

Presso la sala del ‘900 del Museo Ebraico di Roma fino al 13 febbraio 2014 sono esposti per la prima volta nella storia i costumi del celebre capolavoro, le attrezzature originali, alcuni bozzetti dei costumi, i manifesti, le locandine, e le foto di scena, e alcune copie uniche del libro di Giorgio Bassani.

Il giardino dei Finzi Contini di Vittorio De Sica è considerata un’opera eccellente in tutto il mondo. Sin dalla sua uscita nelle sale, nel 1970, il film del regista italiano ha rappresentato non solo il capolavoro per cui il cinema italiano è conosciuto e apprezzato nel mondo, ma anche per il pubblico internazionale una fonte di conoscenza dell’ebraismo italiano del Novecento e della sua storia.

Con la mostra Storie del ‘900: “Il giardino dei Finzi Contini” di Vittorio De Sica, il Museo Ebraico di Roma vuole risvegliare l’attenzione del pubblico internazionale sul capolavoro di De Sica in vista delle celebrazioni dei settant’anni dal 16 ottobre 1943, data in cui vennero deportati gli ebrei romani, “ed iniziare un ciclo di mostre temporanee dedicate ai grandi personaggi del ‘900, alla letteratura, al cinema e alle altre arti” – come spiega il Direttore del Museo Alessandra Di Castro.

Il progetto, ideato da Ariela Piattelli, si avvale della collaborazione di Manuel De Sica, compositore e figlio del regista, della famiglia Bartolini Salimbeni, e dell’attore e regista Lino Capolicchio. La mostra è a cura di Olga Melasecchi e l’allestimento straordinario dell’Architetto Valentina Putzolu punta a far sentire il visitatore “dentro la storia”, per poi riuscire a comprendere meglio i fatti e i personaggi. Il visitatore è accompagnato nella visita dalle musiche scritte per il film da Manuel De Sica, alla scoperta di foto e oggetti, alcuni dei quali esposti al pubblico per la prima volta.