Le collezioni

Museo Ebraico di Roma

Il fulcro della collezione comprende circa novecento stoffe e quattrocento argenti di uso liturgico, quanto rimane degli antichi addobbamenti per il Sefer Torà.
Queste complesse macchine cerimoniali costituivano i doni privilegiati delle famiglie ebraiche alle loro sinagoghe di appartenenza in un arco di tempo compreso fra il Seicento e il Novecento.
Erano famiglie residenti a Roma da lungo tempo, oppure provenienti dalla campagna laziale, e soprattutto qui rifugiatesi dalla Spagna e dal Regno delle Due Sicilie dopo il 1492, e legate, a seconda del rito celebrato in ciascuna di esse, a una delle cinque sinagoghe.
Dal 1555, anno di istituzione del ghetto, i cinque luoghi di culto erano stati accorpati all’interno di un unico edificio, chiamato perciò delle Cinque Scole, cuore pulsante della vita religiosa e aggregativa dell’antico quartiere ebraico.
Dall’epoca del rinnovamento ad oggi la collezione del museo è stata arricchita da generose donazioni, alcune delle quali hanno permesso di approfondire tragici capitoli della storia della Comunità nel Novecento: dalla diaspora degli ebrei libici, alla quale è stata dedicata un’intera sala, alle persecuzioni razziali prima e durante la seconda guerra mondiale.
Il percorso didattico della sala del Novecento termina con una panoramica su alcuni artisti ebrei, attivi nel XX secolo: Eva Fischer, Corrado Cagli, Antonietta Raphaël Mafai, Carlo Levi.